
CELEBRAZIONI
LAICHE
LIBERE
NON TRADIZIONALI
INCLUSIVE
VERE

Significa
che ogni celebrazione, dal matrimonio al commiato, può essere vissuta senza dogmi, in modo laico, intimo e autentico.
Significa
che sei tu a decidere cosa dire, come dirlo e quali parole usare per raccontarti.
Significa
che il momento che celebri
non deve assomigliare a nessun altro, ma rispecchiare al 100% la tua anima.
Solo con parole tue.

Cosa puoi celebrare
Il matrimonio civile è un atto giuridico.
Ma può essere anche molto di più.Può diventare uno spazio in cui riconoscersi, un momento in cui le parole non sono solo lette, ma sentite.
Nel matrimonio civile la legge definisce i diritti.
La celebrazione, invece, può raccontare la vostra storia:
chi siete, da dove venite, cosa scegliete di condividere.Una celebrazione civile non è “più breve” o “più fredda” per natura.
Diventa tale solo quando le parole non vi somigliano.Quando invece il rito viene costruito insieme,
con ascolto e attenzione,
può trasformarsi in un momento intimo, autentico, memorabile.Un matrimonio civile può avere un’anima.
Può parlare di voi, con il vostro linguaggio.
Può essere esattamente come lo sentite.
NOTA: Legge Cirinnà 76/2016: Il matrimonio civile è previsto dalla legge per coppie eterosessuali. Per le coppie dello stesso sesso è prevista l’unione civile.
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L’unione civile è un riconoscimento giuridico.
Ma prima di tutto è una scelta d’amore, di responsabilità e di presenza.È il modo in cui due persone dello stesso sesso decidono di dirsi:
ci scegliamo, oggi e nel tempo.Anche qui, la legge stabilisce i diritti.
La celebrazione, invece, può dare spazio alla vostra storia, al percorso che vi ha portati fin qui, alle parole che sentite davvero vostre.Un’unione civile può essere intima o solenne, essenziale o ricca di simboli.
Può essere discreta o festosa.
Può essere come siete voi.Quando il rito è costruito con ascolto e cura,
diventa un momento autentico, capace di onorare non solo il legame,
ma anche il cammino che lo ha reso possibile.Un’unione civile può essere celebrata con la stessa profondità, attenzione e verità di qualunque altro rito.
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Le cerimonie fusion nascono dall’incontro di storie, culture, tradizioni, fedi diverse.
Quando due persone portano con sé percorsi religiosi o culturali differenti, la celebrazione può diventare uno spazio di dialogo, non di rinuncia.
Un luogo in cui nessuno deve mettere da parte ciò che è.Durante una cerimonia fusion è possibile richiamare i propri riti, simboli o gesti, in modo semplice e rispettoso, dando a entrambi il tempo e lo spazio per riconoscersi.
Non una sovrapposizione, ma un incontro.Ogni elemento viene scelto insieme, con attenzione, affinché il rito resti armonioso, comprensibile e condiviso anche da chi osserva.
Una cerimonia fusion non cerca di unificare le differenze,
ma di farle convivere con equilibrio.È un modo per dire: le nostre origini restano, e proprio per questo possiamo camminare insieme.
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Il rinnovo delle promesse non è una replica del passato.
È un gesto presente.È il momento in cui due persone, dopo aver camminato insieme nel tempo, scelgono di fermarsi e dirsi ancora: ci siamo.
Può nascere da un amore che dura da anni, da una storia che ha attraversato cambiamenti, da una distanza che sta per arrivare,
o da un tempo fragile che chiede di essere onorato.Rinnovare le promesse significa riconoscere ciò che è stato,
accogliere ciò che è diventato e dare valore a ciò che c’è, adesso.Le parole non devono essere le stesse di allora.
Possono essere nuove, più consapevoli, più vere.
Possono parlare di ciò che avete imparato, di ciò che scegliete di custodire, di ciò che conta davvero.Un rinnovo delle promesse è un atto intimo.
Non guarda al futuro come una promessa lontana, ma al presente come una scelta condivisa.Perché a volte, amarsi significa anche fermarsi e dirlo di nuovo.
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Un’unione LGBTQ+ è, prima di tutto, una storia d’amore.
Come tutte.È l’incontro di due persone che scelgono di riconoscersi, di dichiararsi,
di dirsi "ci siamo" davanti agli altri e davanti a sé stesse.Per molte coppie, questa scelta porta con sé un valore ulteriore:
il desiderio di essere visti, nominati, celebrati per ciò che si è, senza filtri, senza traduzioni.La celebrazione diventa allora uno spazio sicuro, libero da etichette,
in cui le parole non devono difendere, spiegare o giustificare, ma semplicemente raccontare.Ogni unione LGBTQ+ è unica.
Può essere intima o festosa, sobria o simbolica, tradizionale nella forma o completamente nuova.Il rito nasce dall’ascolto delle persone, dalla loro storia,
dal modo in cui scelgono di stare nel mondo e di amarsi.Perché celebrare significa questo:
dare dignità alle relazioni, e voce all’amore, in tutte le sue forme.-
L’elopement è una scelta intima.
Non una rinuncia, ma una direzione precisa.È il desiderio di celebrare l’amore lontano dalle aspettative, dai ruoli,
dalle cornici imposte.Spesso è un rito a due, o con poche persone care.
Un luogo scelto con il cuore.
Un tempo lento, dedicato.Nell’elopement la celebrazione diventa essenziale:
parole vere, gesti significativi, presenza.È un modo per dirsi sì mettendo al centro ciò che conta davvero, senza dover spiegare, giustificare o adattarsi.
Che sia in viaggio, nella natura, o in un luogo simbolico, l’elopement è un rito che segue il vostro ritmo e rispetta il vostro modo di essere coppia.
Perché a volte, per sentirsi profondamente insieme, basta scegliere di esserlo.
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La sologamy è una celebrazione dell’incontro con sé stessi.
Un gesto simbolico, intimo, consapevole.Non è una rinuncia all’amore, ma un modo per riconoscere il proprio valore, il proprio percorso, la relazione più duratura che esista: quella con sé.
Scegliere una sologamy significa fermarsi e dire sì a ciò che si è diventati, alle proprie fragilità, alle proprie forze, alla propria storia.
La celebrazione può segnare un passaggio importante:
un cambiamento, una rinascita, la fine di un ciclo, l’inizio di uno nuovo.Le parole non promettono per sempre, ma riconoscono il presente.
Un impegno verso il rispetto di sé, l’ascolto, la cura.La sologamy non chiede approvazione.
È un rito che parla a chi lo vive,
e che dà forma a una scelta profonda: abitare la propria vita con consapevolezza.-
Il baby shower è una celebrazione dell’attesa.
Un tempo sospeso, in cui qualcosa sta per arrivare.È un momento per fermarsi, condividere, accogliere una nuova vita prima ancora che nasca, insieme alle persone che fanno parte del cammino.
Può essere leggero, intimo, informale.
Un incontro fatto di parole, gesti simbolici, sorrisi.
Uno spazio in cui raccontare desideri, emozioni, paure e speranze.Nella versione laica, il baby shower non segue schemi prestabiliti.
Non è una festa “da fare”, ma un momento da sentire.La celebrazione può dare voce a chi attende, coinvolgere chi accompagna, creare un ricordo che resta.
Perché ogni nascita inizia prima.
Inizia dal modo in cui viene accolta.Il battesimo laico, o rito di benvenuto, è una celebrazione di accoglienza.
Un modo per dire: "sei arrivato e il tuo arrivo conta".È uno spazio in cui una famiglia, insieme alle persone care,
sceglie di dare il benvenuto a una nuova vita senza riferimenti religiosi o dogmatici, ma con parole che parlano di cura, presenza e responsabilità.Durante il rito si può raccontare la storia che precede la nascita,
esprimere desideri, impegni, valori, e riconoscere il ruolo di chi accompagnerà il bambino o la bambina nel tempo.Non si tratta di tracciare un destino, ma di dichiarare un’intenzione:
esserci, ascoltare, proteggere, lasciare spazio.Il battesimo laico non sostituisce nulla.
È una scelta autonoma, un gesto di amore e consapevolezza che mette al centro la persona che cresce e la comunità che la circonda.Perché ogni vita, fin dall’inizio,
merita di essere accolta con parole vere.-
L’adozione è un incontro che arriva dopo un cammino.
A volte lungo, complesso, silenzioso.
Un percorso fatto di attese, domande, ostacoli, desideri profondi.La celebrazione non cancella ciò che è stato prima.
Lo riconosce.
E sceglie di dare spazio a ciò che inizia ora.Che il bambino o la bambina sia molto piccolo o già grande,
il rito di accoglienza diventa un momento per dire: "sei qui, e questo luogo è anche tuo".Non si celebra un traguardo, ma un legame che nasce.
Con rispetto per le storie che si incontrano e per i tempi di ciascuno.Le parole sono misurate, attente, vere.
Non promettono perfezione, ma presenza.
Non riscrivono il passato, ma aprono uno spazio sicuro per il futuro.Un rito di adozione è un gesto di riconoscimento reciproco.
Un modo per accogliere una nuova forma di famiglia con delicatezza, consapevolezza e cura.Perché ogni incontro che cambia una vita merita di essere onorato con rispetto.
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La separazione o il divorzio segnano la fine di un percorso condiviso, ma non cancellano ciò che è stato vissuto insieme.
Sono transizioni di vita importanti: momenti in cui qualcosa finisce e qualcos’altro inizia.In molte tradizioni non esiste un rito ufficiale per accompagnare questo passaggio, eppure, nel profondo, molte persone avvertono il desiderio di dare un senso a ciò che si chiude, di creare uno spazio per riconoscere ciò che è stato e per aprirsi a ciò che verrà.
Un rito di separazione o divorzio non celebra la fine per la fine, ma accoglie le emozioni, il valore delle esperienze condivise, il rispetto per l’altro e la responsabilità verso il proprio cammino futuro.
Può includere parole di riconoscimento, momenti simbolici di lasciar andare, ascolto, silenzi, gesti scelti insieme o anche individualmente.Non si tratta di celebrare un fallimento, ma di onorare il cambiamento.
È uno spazio per dire grazie a ciò che è stato, perdono dove serve, e nuova apertura per ciò che verrà.Così, nella consapevolezza di ciò che è stato vissuto, ci si prepara ad accogliere la propria storia personale e quella che si sta costruendo da sé.
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Il commiato è il tempo del saluto.
Un tempo fragile, necessario, profondo.È il momento in cui una vita viene ricordata non attraverso formule,
ma attraverso ciò che è stata davvero: le relazioni, le tracce lasciate, le parole dette e quelle mai pronunciate.Un commiato laico offre uno spazio di raccoglimento e verità, libero da dogmi, aperto a tutte le sensibilità.
Un luogo in cui il dolore può esistere, insieme alla gratitudine, alla memoria, all’amore che resta.
La celebrazione nasce dall’ascolto di chi rimane.
Dalle storie condivise, dai gesti semplici, dalle parole che aiutano a salutare senza tradire ciò che si è vissuto.Non si tratta di spiegare la perdita, né di darle un senso forzato.
Si tratta di onorare una presenza e di accompagnare un’assenza.Un commiato è un atto di rispetto.
Verso chi se ne va e verso chi resta.Perché ogni vita merita di essere salutata con parole vere, nel modo più umano possibile.
Gli animali non sono “solo animali”.
Sono presenze, legami, quotidianità condivisa.
A volte famiglia.Quando un animale se ne va, il dolore può essere profondo e silenzioso,
spesso poco riconosciuto.
Eppure è un dolore vero.Un rito di saluto per un animale offre uno spazio legittimo per fermarsi,
ricordare, ringraziare.
Per dire addio con rispetto, senza imbarazzo e senza spiegazioni da dare.La celebrazione può essere semplice e intima, fatta di parole, gesti simbolici, silenzi.
Un momento per onorare la relazione vissuta e ciò che quell’animale ha rappresentato.Non si celebra una perdita “minore”, ma un legame significativo.
Un tempo condiviso che merita di essere riconosciuto.Un pet funeral è un atto di cura verso chi resta.
Un modo per chiudere un cerchio,
e lasciare andare con amore.Perché ogni relazione autentica, quando finisce, merita un saluto.
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Non tutto ciò che conta ha già un nome.
E non tutto ciò che merita di essere celebrato rientra in una categoria.Ci sono passaggi di vita che non trovano spazio nei riti tradizionali,
ma che chiedono comunque di essere riconosciuti.
Scelte, trasformazioni, chiusure, nuovi inizi.
Momenti che hanno senso solo per te e proprio per questo sono importanti.Un rito può nascere da una conquista personale, da una decisione difficile, da un cambiamento atteso o improvviso.
Può essere intimo o condiviso, silenzioso o raccontato.
Può avere parole, gesti, simboli.
Oppure solo presenza.Qui non esistono formule prestabilite.
Esiste l’ascolto.Insieme possiamo dare forma a ciò che senti, anche se non sai ancora come chiamarlo.
Perché ogni storia è unica, e ogni rito può esserlo altrettanto.Se senti che qualcosa dentro di te chiede spazio, tempo, significato.....
allora può essere celebrato.Nel modo che scegli.
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Da dove si comincia?
Ecco le prime domande da porsi:
1
Quale celebrazione?
Cosa stai attraversando?
Un inizio, un passaggio, una trasformazione.
Ogni rito prende forma da qui.
2
Chi sono i protagonisti?
Le persone, le relazioni, le storie
che rendono questo momento unico.
3
Quando avverrà?
Il tempo giusto, quello che senti tuo.
Non una data qualsiasi, ma un significato.
4
Dove desideri celebrare?
Un luogo che parla di te:
intimo, simbolico, naturale o inaspettato.
Quando queste domande trovano spazio,
il resto diventa più semplice.
Io sono qui per ascoltarti, accompagnarti
e trasformare il tuo sentire in una celebrazione che ti assomigli.

La celebrazione
laica
è uno spazio
di libertà,
dove
le parole
non sono
imposte
ma scelte.
Si definiscono
semplicemente
“cerimonie non tradizionali”
perchè non seguono la struttura della tradizione.
Questo non vieta che durante la celebrazione, se lo desideri,
si leggano testi presi ad esempio dalla Bibbia, solo non lo farò io ma un ospite del tuo evento.
Nei riti tradizionali
le parole sono solitamente già scritte.
Nella celebrazione laica le parole si costruiscono insieme, con rispetto, ascolto e intenzione.
Per dare voce a ciò che sei, senza aderire a formule che non ti rappresentano.
Scegliere una celebrazione laica significa scegliere parole consapevoli, che nascono da te e prendono forma nella tua storia.
Le parole nascono dall’ascolto e il rito diventa la forma autentica della tua verità.

Se senti che è il momento…
Iniziamo!
Ogni celebrazione inizia da una parola.
Quando vuoi, puoi scrivermi.
Ti risponderò presto!



